Silvi Marina e dintorni

Silvi ieri

Silvi è anche oggi una colonia atriana, una spiaggia quieta e tranquilla, bella nel morbido ed aureo biondo dell’arena del lido e pittoresca nel verde dei suoi colli dominati dal vecchio paese, che si affaccia dall’alto e si protende come una vedetta fra Giulianova e Pescara. Chi da Atri comincia a scendere verso la marina del colle di Silvi, gode di uno spettacolo meraviglioso, perchè il mare si offre allo sguardo come un’immensa cortina di azzurro. La spiaggia ha la seduzione di un vecchio mondo romantico, ove la vita si svolge in semplice libertà e senza gli artifizi e le costrizioni delle grandi stazioni balneari, come è la vicina Pescara in cui l’aria della città non può essere desiderata da chi va in cerca della calma rusticana e della riposante poesia dei silenzi di campagna.

Silvi come eraSilvi è anche una stazione di pescatori, che solcano l’Adriatico con le paranze, le cui vele istoriate e multicolori sono la festa del mare e che sul tramonto approdano al lido con la ricchezza della pesca offerta alle gole e al gusto dei bagnanti”.

Tratto da “Un paese d’Abruzzo”, Luigi Illuminati.

Silvi oggi

Se gli anni ’70 hanno segnato, in Italia, uno spartiacque per tutte le cittadine a vocazione turistica, che si sono trovate a scegliere un target specifico di utenti, puntando su bellezze naturali, o storiche o di altra natura, a Silvi si può dire di essere proiettati in un’epoca senza tempo, che arricchisce il presente di giorno in giorno.

Per descrivere Silvi, infatti, si ha sempre bisogno di utilizzare coppie di contrapposizioni: è una cittadina rimasta ancorata alle proprie tradizioni, alla propria storia e ritualità, ma che si apre alle innovazioni turistiche, alla spensieratezza e al divertimento.

Una immagine della notte bianca a Silvi

Una immagine della notte bianca a Silvi

Che appaga culturalmente i palati più sofisticati ed offre un clima di festa per il relax estivo. Che alla storia del Medioevo affianca spiagge attrezzate di sabbia bianca. Che si propone come un centro completo per la vacanza, ma nel mezzo di un Abruzzo ricchissimo di opportunità a pochi km.

Approfondimento

Silvi, tu come la vedi?

“Ero piccolo ed era un drago”.

In volo, slanciato, verso il mare. Avevo pochi anni e questo è il primo ricordo che ho della vista di Silvi, io, un bimbo del paese, in una mattina d’estate, mentre i miei genitori mi portavano al mare. Non avevo mai visto gli archi su cui poggia ancora oggi il belvedere e quest’immagine è rimasta impressa indelebilmente nelle fantasie di tutta la mia vita. I bimbi sognano, ma tuttora, guardando quel profilo illuminato, scorgo il sorriso di un drago in volo perenne verso il mare. Che lo scruta e lo difende, lo sfida e lo accarezza con un sorriso.

Rappresentando inoltre una sorta di duplice identità che caratterizza da sempre lo spirito silvarolo: propaggine marittima di un territorio (quello atriano degli albori) dedito all’agricoltura e luogo d’espansione periferica già ricco di storia. Non mancano infatti esempi artistici medievali e tradizioni antiche di secoli in questa zona che ha fatto del turismo moderno la propria vocazione ed ispirazione. Per questa ragione descrivere Silvi è quanto mai difficile, così come coglierne le sfumature delle persone che la vivono, perennemente costrette ad una tensione di apparente duplicità: dal lungomare chiassoso della Marina al silenzio maestoso della vista panoramica del borgo antico, dal mare affollato dell’estate alle colline sinuose e tranquille, dalle spiagge dorate del Parco Marino alle guglie selvagge della Riserva dei Calanchi, dalla storia al presente. Tutto contemporanea-mente attuale. In un connubio alchemico quasi, con sfumature che tingono le giornate di colori sempre diversi, ad arricchire di nuove esperienze la tensione estetica sempre percepibile in ogni angolo, in ogni scorcio ed in ogni via.

Pronta a rinascere in ogni alba sulla riva; disposta a covare nel freddo grigiore invernale, per tornare a vivere, rinnovata e più forte, in estati sempre nuove. Nel sorriso di chi la vive da sempre e di chi vi trascorre qualche giorno d’estate, nei sogni di un bambino e di chi non riuscirà mai a dimenticarla.

Giuseppe Spitilli